🌞 Esposizione
Sud.
💧Umidità
Bassa.
🌪 Vento
Parzialmente esposto
🏕 Approccio
Ben segnalato fino all’attacco del Nautilus, poi traccia intuitiva. 30 min.
Accesso:
Raggiunto il settore destro del Sergent, si segue il sentiero che conduce alla partenza di Jedi
Master/Nautilus. Dalla base del Nautilus si prosegue oltre lo spigolo destro della
parete, camminando su placche che richiedono molta attenzione soprattutto se bagnate (corda
fissa rossa). Quindi, si attraversa uno stretto passaggio (faticoso con lo zaino in spalle) chiuso da
grossi blocchi appoggiati. Superato il passaggio, si costeggia la parete per prati e piccoli pini puntando all’estremità destra della cengia. Si giunge così alla base dell’esile stele iniziale sotto l’evidente diedro superiore. (25/30 minuti).
Note tecniche:
Via caratterizzata da sezioni tecniche su fessure piccole ma facili da proteggere che si alternano a sezioni più semplici ma più difficili da proteggere. La roccia è sempre l’ottimo metagranito della Valle Orco.
Descrizione
Giallo tratteggiato : tratti a piedi per raggiungere la base de “L’Oracolo del Sud”, per trasferirsi sotto L3 e e poi per raggiungere la catena di calata de l'”Avventuriero”.
Verde : Tiri da scalare.
Rosso : Trasferimento protetto
L1 : 5.10a (5+ R1+), 16m
Materiale consigliato : microfriends dallo #0.0 – allo #0.3) e nut piccoli.
Descrizione : salire la stele addossata alla parete e solcata da un fessurino che va a chiudersi. Alcuni
passi delicati permettono di uscire sulla placca fessurata soprastante con buone prese per piedi e
mani. Il tiro richiede esperienza nel piazzare le protezioni. S1 ad anelli indipendenti sotto l’evidente tetto.
L1 bis : 5.10b (6A R1), 18 m
Materiale consigliato : friends dallo #0,4 al #3.
Descrizione : seguire l’evidente diedro ad arco. Linea logica ed abbastanza fisica. Sosta in comune con L1
L2 : 5.12.a (7A+ R1), 21 m
Materiale consigliato : friends doppi dallo #0.1 allo #0.4, triplo #0.3, singoli #0.5 e #0.75.
Descrizione : Superare il tetto con movimenti tecnici e faticosi guadagnando così l’accesso al diedro soprastante. Quest’ultimo regala una scalata splendida, di grande soddisfazione, con un’alternanza di movimenti di opposizione e dülfer, che richiedono resistenza e un buon uso dei piedi. Superare sulla destra un secondo tetto che chiude il diedro e proseguire per fessure e blocchi fino a un facile e breve diedro aperto a sinistra (utile, ma non indispensabile un #3 o un #4). Si raggiunge infine la sosta S2 che é in comune con la via “Don’t worry be wet”.
Trasferimento protetto : 12 m
Descrizione : Raggiungere per gradoni e teppe un albero con cordone e maillon (S3) da cui recuperare i soci ci cordata. Sono pochi metri, ma da percorrere protetti.
Trasferimento a piedi : 80 m.
Descrizione : Camminare per circa 80 metri verso Est fino alla base di L3.
L3 : 5.12.a (7A+ R2), 34 m
Materiale consigliato : friend doppi dallo #0.0 allo #0.4, triplo #0.3, singoli dallo #0.5 al #3, qualche nut piccolo e micro-nut. Ballnuts rossi e blu utili ma non indispensabili.
Descrizione : La prima sezione richiede molta attenzione nel proteggersi anche se i chiodi utilizzati in apertura non sono ancora stati rimossi. La seconda sezione è una fessurina tecnica quasi perfetta che permette di guadagnarsi un bel riposo prima di una breve parte in traverso, da affrontare con decisione. Dopo alcuni metri più semplici risolvere un ultimo passaggio di non facile lettura che precede un piccolo diedro, oltrepassato il quale si raggiunge S4 (ad anelli indipendenti). Su quest’ultima lunghezza sono molto utili gli slunghi per evitare fastidiosi attriti.
Discesa: Da S4 alla cengia mediana. Quindi, se non si sono lasciati zaini alla base della via, camminare verso Ovest fino alla fine della cengia mediana e calarsi sulla sosta del monotiro “L’avventuriero”. In questo modo si scende nella caratteristica forra di “Elisir d’incastro” e si raggiunge in doppia direttamente il sentiero di discesa.
Se invece si sono lasciati zaini alla base della via, calarsi da S3 (cordone su albero con maillon) ad S2 (calata breve ma si evita il rischio di incastrare successivamente le corde) e poi da S2 alla base della via.
Cenni storici ed altre info:
Via iniziata il 6 agosto 2023 e dopo un lungo periodo di stan by terminata il 6 Settembre 2026, ad opera di Manuel Bissaca, Riccardo Conterio e Vinh Phan, con l’aiuto dei due amici Carlo Penna e Gregorio Bianco.
Al momento dell’apertura é stato rinvenuto nella variante L1 bis un excentric abbastanza datato ed un vecchia sosta a chiodi quasi in prossimità della linea “Tsunami” che percorre gli evidenti diedri nella parte sinistra della parete.


